INTERVISTA FRANCESCO AMODEI
L’anno che verrà secondo il pensiero di Francesco Amodei, Presidente dell’Istituto dell’Arte e Restauro “Palazzo Spinelli” di Firenze, un istituto all’avanguardia nel mondo per il restauro e la valorizzazione dei beni culturali. Incontriamo il dottor Amodei nella sua casa di Brancaleone il quale, insieme alla moglie Grazia Furferi, scrittrice, anche lei di Brancaleone, sta trascorrendo le festività natalizie. Il Presidente, gentile e garbato come sempre, è disponibile a rilasciarci un’intervista su un argomento, quello dei beni culturali, la cui preparazione ed esperienza hanno valicato i confini nazionali.
Presidente, parliamo dell’Istituto, prima di tutto.
“Il 2011 è il 35° anno dell’ideazione dell’Istituto nel lontano 1976, in occasione dell’incontro con il mio compianto amico d’infanzia Sauro Martini. E’ il 33° anno dalla costituzione ufficiale a Santa Maria del Monte di Pisa, nel 1978, presenti con me i soci storici Giuseppe Furferi, Domenico Cancellieri e Mauro Buffi. Avevo 30 anni. Ora ne ho 65, il 6 gennaio 2011. In questi decenni abbiamo scritto importanti pagine di storia nel campo del restauro dei beni culturali. In tutti questi anni di attività abbiamo restaurato nel mondo circa 300.000 opere”.
Cosa prevede per l’Istituto nel 2011?
“Nonostante la crisi profonda degli ultimi tre anni, siamo riusciti a sopravvivere con un numero sufficiente ma significativo di studenti nelle tre specializzazioni del restauro dipinti, ceramica e affreschi. I nostri concorrenti hanno chiuso o stanno per chiudere nonostante ci abbiano fatto la guerra dei prezzi per anni. La qualità di Palazzo Spinelli ha sempre riscosso la fiducia in tutto il mondo ed è stata sempre preferita. Piu’ volte in questi anni ho tentato di unire le scuole di restauro fiorentine, ma evidentemente i tempi non sono maturi per promuovere veramente uniti quelle attività formative che tutto il mondo vorrebbe da Firenze, vale a dire le specializzazioni. Comunque, a dispetto di tutto, l’istituto vedrà nel 2011 un nuovo sviluppo”.
Ma qualcosa di nuovo c’è stato a Firenze, come ad esempio il Salone dell’Arte e del Restauro.
“ Si è vero. Il Salone, ideato e gestito da mia figlia Elena, ha avuto successo alla I edizione del 2009 e anche alla II edizione dello scorso novembre. Siamo certi che il Salone di Firenze potrà negli anni contribuire efficacemente allo sviluppo di tutta la filiera dei beni culturali del nostro Paese”.
Come vede il calo delle risorse destinate alla cultura italiana?
“Lo considero un delitto perpetrato alle spalle dei nostri giovani. Non si può continuare a tagliare sulla cultura che è l’unico campo dove si può ancora trovare lavoro e che è la base dell’unità del nostro Paese”
E le risorse per i restauri?
“Qui il Governo ha operato forti tagli a pioggia. Dobbiamo rassegnarci ad assistere così a centinaia di crolli di chiese e monumenti, ad uno sterminio di opere mobili abbandonate a se stesse, Insisto, il patrimonio culturale italiano costituisce, con il sole il mare l’acqua e l’ambiente l’unica risorsa pressoché gratuita che millenni di storia ci hanno consegnato, per fortuna”.
Vorrei concludere l’intervista cercando di capire quale è il suo pensiero per il 2011.
“Non ho mai creduto ad oroscopi, calendari esoterici e roba del genere. Io già penso che con difficoltà si possa capire il passato, figuriamoci il futuro. Il pianeta vivrà ancora nonostante la rozzezza e amoralità delle classi politiche di tutto il mondo e prima o poi si prenderà la rivincita su di esse. Comunque se vogliamo interpretare il futuro stocasticamente (calcolo delle probabilità ndc) ebbene noi possiamo intravedere, sulla base dei dati oggi disponibili, un primo spiraglio di luce per i nostri giovani, uno spiraglio che abbiamo il dovere di allargare sempre di più, confidando in un serio ritorno occupazionale entro cinque anni”.